Da buon Canovato,nonché Roanese, Altopianese .. ecc... non posso sottrarmi a riportare le mie riflessioni sull'uscita di sabato sul Monte Cengio.
Ogni volta che respiro aria di casa scattano degli strani meccanismi, che partendo dal cuore e passando per il cervello, mettono in moto gambe e polmoni più di ogni altra "bomba" (vedi assortimento Farmacia Fiorin).
E' una questione di "radici", che percepisco in ognuno di Voi quando Vi proponete su percorsi a Voi noti e a me sconosciuti (Colli, Pasubio, Tonezza, Grappa,...).
E' quel qualcosa di più che ne fa della mèta un'appartenenza stretta, talvolta cara, talvota conflittuale (... ma chi me l'ha fatto fare di venire ad abitare a Padova!).
Per chi la propone c'è la consapevolezza delle difficoltà, ma anche delle bellezze dei luoghi.
Per gli altri che seguono a ruota, vi è la scoperta di posti nuovi, l'emozione di paesaggi diversi, lo stupore per mondi così vicini e nello stesso tempo così ignoti. ... ma anche l'incazzatura per una strada che non finisce mai di salire, sino addirittura al Passo della Sgrava! (Bajo).
E poi la FORZA del gruppo... che, più numerosi si è, più ci si incoraggia, ci si sostiene, e ancor più tra fratelli (Lobascio), con due chiacchere che distraggono (Andrea C.), un fià de fruta seca (Dario) , na barzeleta (Davide) ke taja 'e gambe e te fa ancor più deboessa! .. o 'na foto .. così se ciapa el fià (grassie a Fiore co' 'ea Culpics, scarica)
Perdonà GiòDoctor, senza divisa "leghista" e nessun rimpianto per la mancata annessione al Regno AustroUngarico, grassie ai prodi valorosi soldati Italiani caduti sul Monte Cengio .
Alla prox.
il Granatiere di sardegna, Janez